Colonna Family. A noble Roman family of great antiquity and importance.

History & Traditions

Antiche Residenze Familiari

Dimore uniche per storia e tradizione

Palazzo Massimo - Colonna si erge alla sommità di piazza Ara Coeli, proprio di fronte alle due scalinate che conducono rispettivamente alla chiesa dell’Ara Coeli ed alla piazza del Campidoglio. La struttura originaria risale a un edificio del Quattrocento costruito per la famiglia Boccabella, che in seguito la cedette alla famiglia Eustachi. Da questi giunse ai Massimo del ramo cosiddetto di Rignano, i quali nel XVII secolo fecero ristrutturare completamente la residenza patrizia da Carlo Fontana, cui si deve anche la teatrale fontana che orna il cortile. L'ultima discendente dei Massimo di Rignano portò la dimora in dote a don Prospero Colonna di Paliano, principe di Sonnino, bisnonno degli attuali proprietari, ad oggi colui che dall’unità d’Italia in poi ha ricoperto più a lungo la carica di sindaco di Roma.

Il Palazzo si salvò durante il ventennio dalla demolizione attuata per consentire il passaggio della nuova “Via del Mare”, ma subì un’amputazione che lo privò della parte corrispondente a quello che oggi appare come il suo vertice più alto. Però, grazie alla nuova arteria nata dalla demolizione di diversi corpi di fabbrica ai lati delle antistanti scalinate dell’Ara Coeli e del Campidoglio, acquisì da ogni sua angolazione una vista spettacolare sull’Urbe e i suoi tesori architettonici.

Dalle sue terrazze, infatti, spazia a trecentosessanta gradi sulle cupole, sui campanili, sulle altane e sui tetti del centro storico, dal Gianicolo all’Aventino, con scorci di impareggiabile bellezza ed affacci unici al mondo come quello sul Campidoglio e sulla piazza michelangiolesca.

Prospero Colonna soleva andare in villeggiatura a Napoli e Sorrento, anche per incontrarsi con i cugini che vi si erano stabiliti da qualche tempo. Un legame rinsaldato dal matrimonio del pronipote Fabrizio con Marina d’Anna, erede del grande attico alla Riviera di Chiaia splendidamente affacciato sul golfo di Napoli e sull’isola di Capri.

Il palazzo, già di proprietà dei marchesi Saluzzo, alla morte di don Gioacchino nel 1874, passò alla figlia Lucia, moglie di don Fabrizio Ruffo principe di Bagnara e da questa, che ne frazionò la proprietà, ai baroni Rodinò e ad altre famiglie. I Rodinò vi custodivano la loro celebre collezione di porcellane settecentesche, purtroppo andata perduta assieme a parte dell’edificio nel bombardamento del 15 luglio 1943. In quegli anni perviene agli attuali proprietari.
L’edificio che guarda sulla Villa comunale di fondazione ferdinandea, comprende una piccola chiesa dedicata a San Rocco, fondata dalle monache di San Sebastiano nel 1530. Dall’appartamento e dalla vasta terrazza sovrastante la vista spazia senza soluzione di continuità sul Golfo, sulla Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo, abbraccia Posillipo e la Costiera sorrentina, spingendosi fino alla sommità del Duomo dove Marina venne battezzata dal prozio, il Cardinale Alfonso Castaldo, figura di spicco nella moderna storia cittadina.
Queste antiche residenze familiari, cariche di storia e di significati simbolici sono state di recente totalmente ristrutturate e dotate di tutti i comfort e servizi più moderni.

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